Sono i risultati di nuove analisi condotte sul “natalizumab” come terapia per la sclerosi multipla, presentati in occasione del recente Congresso European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis a Copenaghen. Gli effetti sono particolarmente significativi per i pazienti affetti dalla forma recidivante, che hanno iniziato il trattamento quando ancora mostravano un basso grado di disabilità e per quelli in trattamento da più di due anni.
Inoltre un maggior numero di pazienti non ha mostrato evidenze di attività di malattia clinica e radiologica quando il farmaco è stato utilizzato più precocemente. Natalizumab è approvato in oltre 65 Paesi. Negli Stati Uniti come monoterapia per le forme recidivanti, solitamente per quei pazienti che hanno avuto una risposta inadeguata o non tollerano terapie alternative. Nell’Unione Europea per la sclerosi multipla recidivante-remittente a elevata attività in malati adulti che non hanno risposto all’interferone beta o al glatiramer acetato o che sono affetti da SMRR grave a rapida evoluzione.
